25 NOVEMBRE, LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE AI TEMPI DEL COVID-19

Dall’inizio di quest’anno 2020, con la comparsa del Coronavirus, sembra che tutte le altre tipologie di problemi che succedono in tutto il mondo, giorno dopo giorno siano statate spazzate via . E’ certo che il virus ha cambiato di molto le nostre abitudini di vita, siamo diventati più associali, distaccati, paurosi nello stesso tempo più vigili nel rispettare le regole imposte dal Governo per bloccare al più presto la Pandemia.
Questo non toglie però che la violenza sulle donne sia cessata. E’ stata solo nascosta dietro ad altre problematiche che attanagliano il mondo, dietro alle mure di casa, dietro all’apparenza della famiglia “perfetta” , luogo ideale per commettere omicidi e violenze di cui una donna è vittima.

Lo confermano i dati raccolti dalla direzione centrale della polizia criminale nei primi sei mesi dell’anno 2020.

Dall’analisi dei dati desunti dalle tabelle elaborate dal Servizio Analisi Criminale , in sintesi, si rileva che:

  • i reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e atti persecutori, diminuiti durante i mesi del confinamento, tornano ad aumentare nel mese di maggio e a presentare una leggera inflessione nel mese di giugno, pur mantenendosi sempre inferiori a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente;
  • le violenze sessuali aumentano a maggio e ancora di più a giugno, ma restano sempre al di sotto dei valori di gennaio e febbraio 2020;
  • i reati di minaccia, lesione personale e percosse, con particolare riferimento all’ambito familiare, registrano un’importante flessione durante il periodo del lockdown, aumentando nei mesi di maggio e giugno, pur restando sempre inferiori rispetto a quelli del 2019;
  • gli omicidi si confermano in calo rispetto all’analogo periodo del 2019, ma le vittime di sesso femminile aumentano, seppur di poco; l’incidenza delle persone offese donne aumenta nel 2020, anche per gli omicidi in ambito familiare/affettivo;
  • si registra un lieve incremento anche degli omicidi commessi da partner o ex partner.

“Secondo i dati più aggiornati del Ministero dell’Interno, le donne uccise fino al 19 novembre quest’anno sono 96, l’anno scorso nello stesso periodo erano 98, a fronte però di 50 omicidi totali in meno. Invece nel primo semestre 2019 i femminicidi erano il 36% degli omicidi totali, nel 2020 da gennaio a giugno sono saliti al 46%.
Se negli anni 90 su 5 uomini uccisi c’era una donna, ora il rapporto è alla pari.  E in famiglia le cose vanno sempre peggio: le vittime sono al 75% ragazze, mogli, ex fidanzate. Senza contare che proprio nei giorni del lock down i femminici sono triplicati, una donna uccisa ogni 48 ore.”

Fonte: Repubblica


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In questo anno di pandemia il movimento NON UNA DI MENO il 25 e il 28 novembre, organizzerà una seri e di iniziative sperse per tutta Italia dal  flashmob alle campagne nei social grindando contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Facciamo risuonare un grido altissimo e feroce: Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!

Le idee sono molto chiare : a voi il video

Le idee sono chiare: “Le conseguenze del lockdown si misurano nei dati della violenza domestica destinati ad aumentare ancora con le nuove misure di confinamento, con i centri anti-violenza femministi e le case rifugio che hanno dovuto far fronte a un’emergenza nell’emergenza per non lasciare nessuna da sola.”

Foto di nonmisvegliate da Pixabay
Fonte: DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA CRIMINALE
Fonte: msn notizie
Fonte: Repubblica

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