BERE L’ACQUA IN BOTTIGLIA FA BENE?

L’acqua in bottiglia per regolamenti previsti dal decreto legislativo viene raccolta solo dopo attente e precise analisi chimiche e microbiologiche, o in caso contrario non potrebbe nemmeno essere venduta.
Quindi possiamo dire che la risposta più rapida e generica alla domanda è , l’acqua in bottiglia va bene per essere consumata come alimentare.
Tuttavia c’è acqua che rientra di poco nei parametri minimi e quindi di scarsa qualità e acqua che soddisfa alla lunga i parametri per garantire il massimo della qualità e quindi il meglio per la salute di chi la beve, ma spesso trascuriamo questo fattore.

I parametri di una buona acqua previsti dalla legge sono espressi (per semplificare il concetto) in scale che vanno (ad esempio) da 0 a 100, dove 0 è ottima e 100 è nel limite del passabile, ma comunque passabile.
Bere un’acqua che rientra nel parametro più basso (acqua in genere più costosa) sarebbe quindi la scelta ideale per il nostro organismo, per i nostri reni che filtrano costantemente i liquidi assunti con tutte le sostanze presenti in essi e per la salute in generale che richiede maggior attenzione soprattutto quando parliamo di assunzione da parte di bambini.

Ma quali sono questi parametri? L’analisi dell’acqua include tantissimi test chimici (Mercurio, Selenio, Cadmio, Nichel, Rame, ecc…) test microbiologici (Enterococchi, Escherichia coli), test indicatori (Colore, Sapore, Durezza, Residuo, ecc…), ma, per darvi una linea guida semplificata per comprendere quale sia la qualità dell’acqua che state per acquistare, troverete queste informazioni stampate sull’etichetta di ogni bottiglia:

  • Conducibilità elettrica o conduttività: la presenza dei minerali sciolti nell’acqua consente il passaggio di corrente elettrica, per questo l’acqua è conosciuta molto bene come conduttrice di elettricità. Un valore elevato di conducibilità indicato nell’etichetta della bottiglia indica un’alta presenza di minerali sciolti nell’acqua. Per legge la conducibilità non deve superare i 2500 μS/cm (siemens per centimetro). Per farvi un esempio pratico di acque che potete trovare al supermercato:
    • Acqua Sant’Anna: 25,5 μS/cm (Ottima)
    • Acqua Fiuggi: 167 μS/cm (Buona)
    • Acqua Saguaro: 561 μS/cm (Sopra la media)
  • Residuo fisso o residuo secco: facendo evaporare un litro di acqua a 180° si ottiene un residuo di sali minerali che viene quantificato in mg (milligrammi), in questo caso le acque sono classificate in questo modo, demineralizzate (meno di 50mg/l), oligominerali (meno di 500mg/l), minerali (meno di 1000mg/l) e ricche di sali minerali (maggiore di 1500mg/l). Il decreto legislativo 31/2001 riporta un valore massimo di parametro consigliato di 1500mg/l.
    • Acqua Sant’Anna: 22 mg/l (Ottima)
    • Acqua Fiuggi: 145 mg/l (Buona)
    • Acqua Saguaro: 294 mg/l (Buona)
  • Durezza: espressa sull’etichetta in °F (gradi francesi) indica la quantità di sali di calcio e magnesio, presenti in forma di carbonati, bicarbonati, solfati, cloruri e nitrati nell’acqua.
    Questo è un parametro che andrebbe considerato in base alla propria dieta, perché? L’acqua generalmente fornisce dal 5 al 20% del fabbisogno di calcio e magnesio giornaliero a seconda della sua durezza.
    Un’acqua ricca di sali è un acqua più dura.
    Un’acqua a bassa durezza invece è un’acqua solitamente desalinizzata, addolcita, quindi a basso contenuto di calcio e magnesio.
    I livelli raccomandati di assunzione attraverso la dieta sono di circa 100 mg di calcio al giorno e 200-400 mg di magnesio al giorno:
    • Acqua Sant’Anna: 0,98 °F (Molto dolce, meno di 10mg/l di carbonato di calcio per litro)
    • Acqua Fiuggi: 9 °F (Giusta)
    • Acqua Saguaro: 17 °F (Dura, oltre i 100mg/l di carbonato di calcio per litro)
  • Sodio: i sali di sodio sono un elemento essenziale per la salute umana, è stato stimato che l’assunzione totale giornaliera di 120-400 mg soddisferebbe le necessità di bambini e adolescenti e 500 mg quelle degli adulti.
    Un overdose di sodio potrebbe tuttavia comportare dei gravi effetti collaterali, quindi anche questo parametro andrebbe valutato sulla base della propria dieta giornaliera.
    • Acqua Sant’Anna: 1.5mg/l (Povera di sodio)
    • Acqua Fiuggi: 6,3 mg/l (Giusta)
    • Acqua Saguaro: 62 mg/l (Ricca di sodio)

SCEGLIERE L’ACQUA DA BERE IN BASE AL PREZZO

Purtroppo questa è la scelta che 8 persone su 10 fanno e non si può biasimare dato il costo elevato che la vita ci sta proponendo.
Bisogna tenere bene a mente però che la salute del nostro corpo richiede la priorità nelle nostre spese poiché dipende proprio da noi e dagli sforzi che facciamo per preservarla; tra questi sforzi dovrebbe rientrare anche quello di acquistare una buona acqua, che rispecchi i parametri ottimali per il nostro organismo.

Il suggerimento che possiamo darvi è di guardate sempre i parametri sull’etichette dell’acqua prima di comprarla.
Se avete una fontana in giardino, prima di continuare a berne l’acqua, fate fare un controllo accurato per non incappare in possibili complicazioni di salute.
I problemi salutari non si presentano poche ore dopo l’assunzione di acqua (a meno che non sia particolarmente contaminata), ma si riscontrano dopo un lungo periodo di assunzione.

Per maggiori dettagli consultate anche il vostro medico di base.

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