I “MAGNIFICI” DUE ANNI

C’è chi li definisce i “terribili due”, chi periodo d’opposizione, chi pensa siano capricci. Insomma ognuno ha la sua definizione di questo periodo. Una cosa è certa, periodo duro per noi genitori che sopraffatti da impegni, scadenze siamo esausti di gestire questi comportamenti. Ci sentiamo impotenti, demoralizzati, stanchi di dover continuamente lottare per cose per noi essenziali.
Periodo magnifico invece per i nostri figli perchè stanno crescendo su tutti i fronti, scoprendo sè stessi, le loro capacità i loro limiti.

Verso i 18 mesi infatti hanno un’esplosione di competenze a livello motorio, fisiologico e cognitivo che vorrebbero saper gestire e controllare nel migliore dei modi ma a causa dell’incompleta maturazione cerebrale non riescono ancora a farlo. È un periodo in cui il pensiero va molto più veloce del linguaggio. Questo provoca in loro molta frustrazione.

Il bambino capisce di essere una persona con un proprio corpo e una propria volontà. Si afferma, vuole decidere, comincia a capire che ha un impatto sul mondo. Questo periodo è fondamentale e necessario per la formazione della consapevolezza di sè stessi e per la loro autonomia.

“Noa vai subito a metterti le scarpe”.
Ordina la sua mamma con tono deciso.
Lui ride e comincia a correre per tutta casa…senza mettersi le scarpe.

Noa automaticamente e inconsciamente crede che l’adulto, in questo caso la mamma, non voglia riconoscergli la sua esistenza, la sua identità. Sì, perché lui ora sa di esistere, sa di contare qualcosa e di poter scegliere. Sa di avere un impatto sul mondo.

“Io non sono te, non sono il tuo prolungamento, io sono io e voglio decidere”.

‼️ Se si impone o si ordina al bambino di compiere un’azione, il suo cervello crea meno connessioni cerebrali.

Quando il bambino obbedisce a un ordine il suo cervello frontale resta inattivo, non crea connessioni utili e funzionali per il suo processo di maturazione.
Sarebbe preferibile farlo riflettere, dargli l’opportunità di scegliere. Lasciandogli uno spazio anche minimo di decisione infatti, gli proponiamo di attivare e mobilitare il suo lobo frontale (che gli permette di decidere, pensare, anticipare, prevedere e di conseguenza diventare responsabile) creando più connessioni neuronali.

Ma quindi, che strategie mettere in atto?

• Provare a fare delle associazioni: stivaletti quando piove, pigiama per la nanna ecc.

“Guarda Alessia, fuori piove ! Cosa mettiamo quando piove?”

• Cercare di avere una routine

• Fare delle domande, farlo riflettere

“Mettere gli stivaletti ti permetterà di giocare nelle pozzanghere senza bagnarti che ne pensi?”

• Dare delle informazioni

• Dargli delle scelte, importante per il bambino per potersi sentire qualcuno, con potere decisionale su quello che gli riguarda.

Non aspettiamoci però da un bambino di due anni che sappia scegliere , è solo all’inizio del suo percorso.
Inizialmente metterà in atto strategie molto personali per esempio sceglierà sistematicamente cosa gli proporrete per secondo. Non ha ancora criteri di scelta, ed è incapace di conservare delle immagini nella sua testa abbastanza per comparare e tanto meno rappresentare mentalmente le conseguenze comparative di una delle scelte nel futuro. Cerchiamo di rendergli la vita più semplice offrendogli poche opzioni.

A due anni e mezzo vedremo apparire la falsa esitazione. Sceglierà uno poi l’altro e poi riverrà alla prima preferenza . Sarà solo verso i tre anni che sarà capace di fare una scelta “chiara” e anche proporre una terza opzione per liberarsi della scelta limitata.

Cit. Nascere e crescere Montessori

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